venerdì 15 giugno 2012

IL RE PALLIDO (The Pale King)


Mi hanno chiesto di fare una piccola illustrazione (è davvero piccola, misura 16 cm di lunghezza, non badate a come si visualizza sul blog) tratta da "Il re pallido", l'ultimo libro di David Foster Wallace, un autore che conoscevo poco, scomparso qualche anno fa con una corda stretta al collo... Ho letto giusto qualche centinaio di pagine, suggeritemi da un amico, il clou del libro in pratica, ed ho scoperto uno scrittore ed una persona eccezionale, sensibilissimo, che riesce a spogliare la società di tutte le sovrastrutture che creano e creiamo ogni giorno, facendoci apparire nudi, così come siamo. La vita perde il suo significato se snoccioli e smembri le persone e la realtà che ci circonda, un'idea sul suo suicidio me la sono fatta, a volte bisogna fermarsi e non andare troppo a fondo delle cose, citando Samuele Bersani:   "Lascia stare tutto quello che non vedi, è inutile fissarsi, andare con lo sguardo oltre le montagne, del quadro che hai davanti..."  e così via.


Che cosa rappresenta l'illustrazione?
Ho scelto un momento molto importante per il protagonista del capitolo 22, la pagina precisa è la 288.
Il libro segue le vicende e le diverse vite dei personaggi che popolano il Centro controlli regionale dell'Agenzia delle Entrate di Peoria, Illinois. Siamo negli anni '70, in un dormitorio universitario, il protagonista è uno studente come tanti, non sa ancora che direzione prendere nella vita, e passa le giornate a non fare niente. Nell'ultimo periodo ama seguire la Cbs dal suo piccolo televisore, con un'antenna creata con una gruccia piegata. Si sta sparando una nuova puntata della soap opera "Così gira il mondo" stravaccato sul divano, quando arriva la pubblicità. Ma solo dopo aver mostrato il pianeta terra rotante, simbolo della soap, con una voce di sottofondo che dice: "Così gira il mondo e tu, rimani con noi". Il tempo passa, e all'ennesima pre-pubblicità il protagonista si rende conto improvvisamente di quanto sia vera quella frase.  Il mondo va avanti, e lui è sempre lì, a non fare nulla. Questo è il primo dei due "segni" che gli daranno una scossa motivatrice che gli cambierà la vita: tenterà di entrare all'Agenzia, riuscendoci.

4 commenti:

KoTa ha detto...

Wallace è meraviglioso, e quando penso che non potrò mai più leggere qualcosa di suo, mi prende davvero una forte tristezza. Era una di quelle persone che avrei voluto conoscere, con cui avrei voluto parlare e di cui avrei ascoltato ogni parola.

Se vuoi leggere qualcosa, parti con Oblio o Brevi interviste con uomini schifosi. Ma qualsiasi cosa scriva, è eccezionale. Sembra quasi un alieno, o una persona così sensibile, forse troppo, da non riuscire a reggere il peso del mondo.

Fales ha detto...

Esattamente! Quando ho scoperto che la parte che ho scelto non descrive le vicende personali di Wallace, ma solo in parte, ed il resto è completamente inventato, sono rimasto allibito... mai letti tanti dettagli accurati se non in un'autobiografia! Una persona che cerca la verità e va a fondo di qualsiasi cosa, anche di quella apparentemente più insignificante. Li leggerò di sicuro :) anche il malloppone Infinite Jest.

KoTa ha detto...

Io sono in fase di lettura proprio di Infinite Jest.
Sparati prima i racconti però, in Oblio ce ne sono un paio che ti lasciano in coma.

Fales ha detto...

Grande! partirò da quelli allora, o li leggerò in ordine cronologico, vediamo!